Nuoto. Europei, l’Italia subito forte con l’oro di Razzetti nei 400 misti

Oro, argento e bronzo. L’Italia del nuoto si regala subito tutta la collezione di medaglie nella prima giornata degli Europei di Roma. Nello stadio del Nuoto infuocato anche dal tifo del pubblico sugli spalti, gli azzurri iniziano da protagonisti il viaggio in vasca nella rassegna continentale di casa. Ad aprire il pomeriggio di prime finali […]

Oro, argento e bronzo. L’Italia del nuoto si regala subito tutta la collezione di medaglie nella prima giornata degli Europei di Roma. Nello stadio del Nuoto infuocato anche dal tifo del pubblico sugli spalti, gli azzurri iniziano da protagonisti il viaggio in vasca nella rassegna continentale di casa. Ad aprire il pomeriggio di prime finali l’oro di Alberto Razzetti in quella gara – i 400 misti – che ha deciso di provare solo poco più di un anno fa. Agli Europei di Budapest 2021 aveva conquistato un argento sorprendente, stavolta il campione è lui in una impresa impreziosita dal bronzo dell’amico-rivale Pier Andrea Matteazzi. Il 23enne genovese – tesserato per Fiamme Gialle e Genova Nuoto My Sport, allenato da Stefano Franceschi – tocca in 4’10″90, non troppo lontano dal personale di 4’09″91 registrato in semifinale alle Olimpiadi di Tokyo. Il 25enne di Vicenza, invece – tesserato per Esercito ed In Sport Rane Rosse, allenato da Federico Benda – chiude con la seconda prestazione personale di sempre in 4’13″29. “Ho la pelle d’oca, essere riuscito a far cantare l’inno a tutto il pubblico di Roma è pazzesco”, ha spiegato Razzetti dopo la premiazione. La gara l’avevo preparata in questa maniera, non ho perso troppo nella frazione a dorso e poi ho sparato tutto. E’ l’emozione più bella della mia vita e voglio dedicarla alla mia famiglia e al mio allenatore Stefano, che è stato fondamentale nella mia crescita”. Una gioia da dividere con Matteazzi: “Ci conosciamo da tempo ed è bello dividere un podio del genere”, dice del compagno che non sta nella pelle: “Sentire l’inno è da brividi. Una gioia incredibile, quasi inaspettata. Sapevo di stare bene: tutto sommato il tempo è buono, mi aspettavo qualcosa in meno, ma oggi il crono non contava”.

L’altra medaglia azzurra della prima giornata porta le firme della 4×200 maschile. La formazione composta da Marco De Tullio, Lorenzo Galossi, Gabriele Detti e Stefano Di Cola ha chiuso in 7’06″25, dietro all’Ungheria (7’05″38) e davanti alla Francia (7.06″97). “Siamo stati bravissimi, spinti dal pubblico di Roma ma lo abbiamo fatto anche tra noi”, il commento a caldo di Gabriele Detti. Un argento che riscatta dalla delusione di poco meno di due mesi fa a Budapest, quando la staffetta aveva mancato l’ingresso in finale mettendo a segno il nono tempo.

LE ALTRE GARE – Promette fuochi d’artificio la finale dei 50 farfalla, in cui Thomas Ceccon strappa il pass con il terzo tempo (23″14), dando però la sensazione di essersi risparmiato: “Non ho voluto strafare e ho ancora qualcosa da limare. Penso di valere anche un tempo sotto i 23″, in finale me la giocherò”, conferma il campione veneto. Resta fuori dagli otto, invece, Piero Codia (23″48). Nelle semifinali 100 rana maschili domina Nicolò Martinenghi. Miglior tempo per il campione del mondo, che tocca in 58″44, unico tra i semifinalisti a scendere sotto i 59″. Terzo tempo per Federico Poggio, che chiude in 59″66. “Sono comunque contento di essere ancora competitivo e dopo una stagione molto lunga e abbastanza faticosa: vuol dire che abbiamo lavorato bene”, dice Martinenghi.

Al femminile tutto come da pronostico per Silvia Di Pietro e Chiara Tarantino, che staccano il pass per la finale nei 100 stile libero rispettivamente con il terzo tempo (54″13) e il sesto (54″40, suo personale). “Nuotare in casa è bellissimo, trasmette una carica incredibile”, dice la velocista allenata da Mirko Nozzolillo. Ottima Margherita Panziera nei 200 dorso, suo il miglior tempo (2’08″18) nella gara in cui difende il titolo continentale. “Fisicamente non sto male, ho fatto il tempo che mi aspettavo- spiega la nuotatrice di Montebelluna- Domani spero di migliorare soprattutto nelle virate. Dovrò disputare una gara perfetta e gestire un po’ la pressione”. Niente finale invece per Federica Toma (sedicesimo tempo, 2’15″74). Infine, quarta la 4×200 femminile: Alice Mizzau, Linda Caponi, Noemi Cesarano e Antonietta Cesarano concludono in 7’58″83. Oro all’Olanda in 7’54″07, argento alla Gran Bretagna in 7’54″73 e sul gradino più basso del podio sale l’Ungheria in 7’55″73. Tutte le finali si disputeranno domani pomeriggio.

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