Il conflitto in Medioriente si avvia al giorno 671, mentre il governo israeliano annuncia l’intenzione di assumere il pieno controllo della Striscia di Gaza per eliminare la presenza di Hamas e garantire la propria sicurezza, escludendo però qualsiasi progetto di annessione.
Il premier Benjamin Netanyahu ha chiarito che l’obiettivo non è annettere il territorio ma “rimuovere Hamas dalla zona, consentire alla popolazione di essere libera e affidare la zona a un governo civile che non sia né Hamas né chiunque promuova la distruzione di Israele”.
Secondo la linea ufficiale di Tel Aviv, dopo aver definito un perimetro di sicurezza, l’area dovrebbe passare sotto la gestione di forze arabe locali. “Vogliamo consegnarla alle forze arabe che la governeranno correttamente senza minacciarci e garantendo agli abitanti di Gaza una vita dignitosa. Questo non è possibile con Hamas”, ha aggiunto Netanyahu.
Nel frattempo, il gabinetto di sicurezza si è riunito per esaminare le prossime mosse militari, compresa un’eventuale occupazione dell’enclave. L’alto comando dell’IDF, insieme al capo di Stato maggiore e ad altri vertici militari, ha messo in guardia sui possibili rischi dell’operazione. “La conquista di Gaza porterà Israele in un buco nero”, avverte l’esercito.
Pareri contrari arrivano anche dai partiti di opposizione e dalle famiglie degli ostaggi, che hanno lanciato un appello affinché si fermi quella che definiscono “la decisione catastrofica” di occupare la Striscia di Gaza.