Dopo l’annuncio del presidente Donald Trump sull’intesa raggiunta in Egitto per la prima fase del piano di pace nella Striscia di Gaza, Israele e Hamas hanno apposto le firme sull’accordo che prevede l’avvio di un cessate il fuoco e uno scambio di prigionieri. Con l’approvazione del governo israeliano prende il via un conto alla rovescia di 72 ore entro le quali Hamas dovrà consegnare tutti gli ostaggi.
Entro 24 ore dal via libera ufficiale, le forze israeliane inizieranno il ritiro lungo la linea concordata, lasciando sotto il proprio controllo circa il 53% del territorio di Gaza e ritirandosi da Gaza City, come riportato dal sito Ynet. Questo spostamento consentirà ai mediatori e ai miliziani di individuare gli ostaggi ancora trattenuti.
Secondo le previsioni, la liberazione dei cittadini israeliani avverrà tra domenica e lunedì senza cerimonie pubbliche. In un’intervista a Fox News, il presidente Trump ha affermato che il rilascio riguarderà «tutti i 48 ostaggi, i 20 ritenuti ancora in vita e gli altri 28 deceduti». Ynet però riferisce che Hamas ha comunicato ai mediatori di non sapere dove si trovino nove salme.
Sul fronte israeliano, i negoziatori stanno definendo la lista dei 1.950 detenuti palestinesi da rilasciare, comprendente 250 persone con condanna all’ergastolo e 1.700 arrestate dall’inizio del conflitto. Un funzionario citato da Ynet precisa che nell’elenco non compariranno i membri dell’unità d’élite Nukha né i leader palestinesi Marwan Barghouti, Ahmad Saadat, Abdullah Barghouti, Ibrahim Hamed e Abbas Al-Sayyed, tutti condannati all’ergastolo.
Hamas ha dichiarato di restare in attesa dell’approvazione definitiva della lista e ha aggiunto: «Promettiamo ai prigionieri che rimangono in carcere e alle loro famiglie che resteranno in cima alle nostre priorità e non ci fermeremo finché l’ultimo prigioniero non sarà liberato».
La prima fase dell’intesa prevede inoltre l’ingresso nella Striscia di almeno 400 camion di aiuti umanitari al giorno «nei primi cinque giorni dopo l’inizio del cessate il fuoco», con un incremento successivo del numero di convogli. Hamas ha chiesto a Trump di assicurare il pieno rispetto degli impegni da parte di Israele.
Il presidente Usa ha annunciato al sito Axios che «probabilmente» si recherà in Israele «nei prossimi giorni», con una possibile tappa alla Knesset su invito del premier Benjamin Netanyahu. Contestualmente all’avvio del primo stadio dell’accordo, è già programmato l’avvio delle trattative per la seconda fase del piano Trump, come indicato da fonti di Hamas.