María Corina Machado si è affermata come figura di primo piano dell’opposizione venezuelana durante le primarie dell’ottobre 2023, ottenendo il 90% dei consensi con oltre tre milioni di voti. La sua candidatura mirava a sfidare il governo di Nicolás Maduro, al potere dal 2013, indicato da molti come una “dittatura violenta”.
Poco prima del voto, tuttavia, i tribunali venezuelani hanno impedito la sua partecipazione, spingendo il fronte anti-Maduro a convergere su Edmundo Gonzalez Urrutia. Da quel momento Machado, soprannominata “libertadora” in omaggio a Simón Bolívar, vive in clandestinità per sfuggire a possibili ritorsioni.
Nata a Caracas nel 1967, Machado ha studiato ingegneria industriale prima di entrare in politica. Nel 2002 ha fondato Súmate, un’associazione di volontari impegnata nella promozione dei diritti politici e nel monitoraggio delle tornate elettorali.
Secondo Freedom House, le istituzioni democratiche del Venezuela hanno subito un processo di declino fin dal 1999, “ma le condizioni sono peggiorate notevolmente negli ultimi anni” a causa della crescente repressione operata dal governo di Maduro.