Il bilancio delle vittime dell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno sotto la discoteca di Crans-Montana è salito a 41. A un mese dal rogo, un giovane svizzero di 18 anni è deceduto in un ospedale di Zurigo, ha reso noto la procura elvetica, citata dall’agenzia Ats. I feriti sono ancora 115, molti dei quali versano in condizioni gravissime e restano in pericolo di vita.
Le fiamme avevano preso origine intorno all’1.26 del mattino nel piano interrato del locale, quando le scintille sprigionate dai bengala fissati al collo delle bottiglie di alcolici hanno innescato il rivestimento del soffitto in schiuma fonoassorbente, non protetto da materiale ignifugo. All’interno si trovavano alcune centinaia di persone, circa il doppio della capienza massima autorizzata dal Comune. La rapidità dell’incendio ha impedito a molti di mettersi in salvo; tra i 41 deceduti figurano sei giovani italiani.
Al momento risultano indagate quattro persone. I titolari del locale, i coniugi Jessica Moric e Jacques Moretti, sono accusati di omicidio colposo, incendio e lesioni gravissime. Da pochi giorni l’inchiesta ha incluso anche Ken Jacquemoud, ex responsabile del servizio di sicurezza pubblica di Crans-Montana, e il suo successore, Christophe Balet, poiché tra il 2020 e il 2025 non sarebbero mai state eseguite ispezioni sul locale. All’indagine prenderanno parte anche squadre di inquirenti italiani.