La Nato ha annunciato di aver intercettato il quarto missile balistico lanciato dall’Iran verso la Turchia, confermando l’ulteriore escalation delle tensioni nella regione. L’episodio segue le ripetute segnalazioni di allarmi aerei in diverse aree, fra le quali Tel Aviv e i sobborghi, dove nelle ultime ore sono risuonate nuovamente le sirene di avvertimento.
Sul fronte diplomatico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato la propria linea dura nei confronti di Teheran. “Distruggeremo l’isola di Kharg se non c’è intesa con Teheran”, ha avvertito, sottolineando la volontà di un’azione risoluta in assenza di accordo.
Intanto, la Spagna ha chiuso il proprio spazio aereo a qualsiasi velivolo coinvolto nelle operazioni congiunte di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, decisione motivata dalla necessità di evitare il coinvolgimento diretto del Paese iberico negli scontri.
Sul mercato energetico, il petrolio ha fatto registrare un’impennata storica a New York, superando per la prima volta da inizio conflitto la soglia dei 100 dollari al barile. L’aumento dei prezzi riflette le preoccupazioni per un’ulteriore destabilizzazione del Medio Oriente e le possibili ripercussioni sulle forniture globali.
Nel frattempo Unifil, la missione Onu in Libano, ha lanciato un appello affinché cessino gli attacchi ai propri caschi blu. “Basta colpire deliberatamente i caschi blu in Libano”, ha dichiarato l’organizzazione, sottolineando i rischi per la stabilità dell’area.
Dal canto suo, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha respinto le voci su eventuali negoziati con Washington. “Non abbiamo avuto alcun negoziato con gli Stati Uniti in questi 31 giorni. Solo proposte”, ha affermato, smentendo ogni contatto diretto tra le parti.