Papa Leone non risponde a Trump e denuncia i tiranni che vogliono soggiogare le anime

Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – Durante la sua visita apostolica in Angola, papa Leone XIV ha lanciato un’accusa netta contro coloro che, a suo dire, «vogliono rendere le anime passive e le passioni tristi, inclini all’inerzia, docili e asservite al potere». Rivolgendosi in particolare ai popoli africani, il pontefice ha invitato a […]

Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – Durante la sua visita apostolica in Angola, papa Leone XIV ha lanciato un’accusa netta contro coloro che, a suo dire, «vogliono rendere le anime passive e le passioni tristi, inclini all’inerzia, docili e asservite al potere». Rivolgendosi in particolare ai popoli africani, il pontefice ha invitato a «alzare la testa» e ha messo in guardia dal rifugiarsi «nel fanatismo, nella sottomissione, nel frastuono mediatico, nel miraggio dell’oro, nel mito identitario». Secondo il papa, questo stato d’animo di «malcontento, senso di impotenza e di sradicamento» mina ogni forma di relazione e diffonde «disprezzo per la sventura altrui» e «negazione di ogni fraternità».

Nel suo discorso Leone XIV ha quindi sottolineato l’importanza della gioia e dell’incontro: «La gioia sa scavare traiettorie anche nelle zone più buie di stasi e di angustia. Esaminiamo dunque il nostro cuore, carissimi, perché senza gioia non c’è rinnovamento; senza interiorità non c’è liberazione; senza incontro non c’è politica; senza l’altro non c’è giustizia». Pur attribuendo a molte nazioni meccanismi politici di «esasperare, esacerbare e polarizzare», il papa ha negato di voler entrare in un dibattito personale con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: «Non sono affatto interessato a dibattere con lui». Ha ribadito che i testi delle omelie erano pronti da almeno due settimane, «ben prima che Donald Trump commentasse su me e sul messaggio di pace che sto promuovendo».

La Santa Sede ha poi spiegato che la lettura di un presunto scontro tra il pontefice e il tycoon statunitense nasce dagli attacchi rivolti da Trump fin dal primo giorno del viaggio africano. Il 12 aprile, su Truth, il presidente americano aveva accusato il papa di essere «troppo permissivo nei confronti della criminalità, di essere in combutta con la sinistra» e di dovere la sua elezione proprio a Trump. Nel frattempo Leone XIV aveva continuato a condannare i messaggi di guerra e la minaccia di «annientare la civiltà iraniana» provenienti dalla Casa Bianca. Durante una tappa in Camerun, il papa ha poi definito come «manciata di tiranni» chi devasta la Terra con guerre e sfruttamento, parole che, secondo il Vaticano, non erano dirette esclusivamente al presidente statunitense.