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Si è aperta a L’Aquila la seconda edizione di Vinorum, il festival dedicato al vino d’Abruzzo promosso dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo insieme alla Regione Abruzzo. Nonostante il maltempo, molti partecipanti hanno affollato l’inaugurazione in piazza Duomo, dove il vicepresidente regionale con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, ha salutato l’avvio della manifestazione con queste parole: “Edizione bagnata, edizione fortunata”.
Imprudente ha sottolineato il valore dell’iniziativa e il ruolo del capoluogo regionale nell’accogliere eventi identitari: “La presenza di ben 52 cantine abruzzesi e 250 etichette in degustazione conferma l’unicità e la qualità di questo evento, che è alta quanto la qualità del nostro vino, un appuntamento capace di unire produzione, cultura e promozione territoriale e rafforza il ruolo del capoluogo di Regione come centro di riferimento per le grandi manifestazioni identitarie regionali”. “Vinorum è molto più di un evento enologico: è un luogo in cui il vino si fa cultura e leva di sviluppo economico e turistico”, ha aggiunto.
Il percorso della kermesse parte dal villaggio in piazza Duomo e si sviluppa lungo corso Vittorio Emanuele II fino ai cortili dei palazzi storici del centro, trasformati per l’occasione in spazi di incontro, degustazione e approfondimento.
Nel cortile di Palazzo Spaventa, tra gli appuntamenti della prima giornata, si è svolto un omaggio a Luigi Cataldi Madonna, figura di rilievo per l’enologia abruzzese e italiana, scomparso l’8 dicembre 2025 e indicato come pioniere della viticoltura di montagna. L’incontro, moderato da Giorgio D’Orazio e alla presenza della figlia Giulia Cataldi Madonna e del giornalista Camillo Langone, è stato voluto per ricordare il contributo umano e professionale del produttore. Imprudente ha dichiarato: “Abbiamo fortemente voluto questo momento, perché nella figura di Cataldi Madonna l’Abruzzo del vino ha trovato un grande interprete e un uomo di grande estro, capace di dare una forte spinta all’innovazione e una assoluta capacità di unire e conciliare memoria, pensiero e visione del futuro del vino”.