Dopo quasi dieci anni di assenza, il Fratino è tornato a nidificare sulle spiagge di Pescara. Una notizia di grande valore per la biodiversità costiera abruzzese che conferma l’importanza delle attività di tutela ambientale portate avanti dal Progetto SalvaFratino Abruzzo e della collaborazione tra associazioni, enti pubblici e cittadini.
L’avvistamento del nido risale ai primi giorni di maggio, quando i volontari del WWF e le Guardie volontarie WWF, impegnati nel monitoraggio della costa nell’ambito del progetto regionale dedicato alla protezione della specie, hanno individuato una coppia di Fratini in fase di nidificazione sul litorale pescarese.
Dopo settimane di osservazione e protezione costante dell’area, uno dei piccoli nati è riuscito a sopravvivere e a involarsi con successo. La notizia viene resa pubblica soltanto ora, a conclusione del delicato periodo riproduttivo.
Fratino, una specie protetta sempre più minacciata
Il Fratino (Charadrius alexandrinus) è un piccolo uccello limicolo che nidifica direttamente sulla sabbia delle spiagge. La specie è considerata particolarmente vulnerabile a causa della crescente pressione antropica che interessa le aree costiere.
La presenza di turisti, cani lasciati liberi, mezzi meccanici utilizzati per la pulizia degli arenili e altre attività umane rappresentano una minaccia costante per la sopravvivenza dei nidi, spesso difficili da individuare perché perfettamente mimetizzati nell’ambiente circostante.
Per questo motivo il Progetto SalvaFratino Abruzzo, realizzato in collaborazione con l’Area Marina Protetta Torre di Cerrano e numerose associazioni del territorio, svolge un’attività fondamentale di monitoraggio, protezione e sensibilizzazione lungo tutta la costa regionale.
Decisiva la collaborazione tra enti e istituzioni
Il ritorno del Fratino a Pescara è stato possibile grazie a una rete di collaborazione che ha coinvolto numerosi soggetti istituzionali e operativi.
Dopo la segnalazione del nido da parte dei volontari, la Guardia Costiera – Capitaneria di Porto di Pescara ha effettuato i primi sopralluoghi per verificare la situazione e garantire le necessarie misure di tutela.
Successivamente il Comune di Pescara, attraverso il Servizio Tutela del Mondo Animale, ha emanato una specifica ordinanza finalizzata alla protezione dell’area di nidificazione. Il provvedimento ha introdotto il divieto di transito nella zona interessata, il divieto di lasciare liberi animali domestici e il divieto di qualsiasi comportamento potenzialmente disturbante per la specie.
Importante anche il contributo della Polizia Municipale Ambiente, intervenuta con tempestivi controlli dopo la schiusa delle uova, del Nucleo Carabinieri Forestale di Pescara, che ha effettuato verifiche frequenti sul sito, e del Comando Militare Esercito Abruzzo e Molise, che ha posticipato le operazioni di pulizia dell’arenile per garantire la sicurezza del nido.
Monitoraggio lungo tutta la costa abruzzese
L’attività dei volontari del Progetto SalvaFratino Abruzzo non si limita al territorio pescarese. Dallo scorso mese di marzo, infatti, il monitoraggio interessa l’intera fascia costiera regionale e ha già consentito di individuare altri nidi in diversi comuni abruzzesi.
Come avviene ogni anno, i responsabili del progetto hanno inoltre inviato a tutte le amministrazioni costiere una serie di linee guida operative per favorire una gestione sostenibile delle spiagge durante il periodo riproduttivo della specie.
Le indicazioni riguardano in particolare la pulizia degli arenili, l’organizzazione delle attività turistiche e la protezione delle aree di nidificazione.
Vandalismo, cani vaganti e pulizie meccaniche: le principali minacce
Nonostante i risultati ottenuti, la situazione del Fratino in Abruzzo continua a destare preoccupazione. I volontari segnalano infatti numerosi episodi di vandalismo ai danni delle uova, casi di predazione da parte di cani lasciati senza controllo e distruzioni accidentali dei nidi provocate dalla pulizia meccanica delle spiagge.
Comportamenti che, oltre a compromettere la sopravvivenza della specie, costituiscono vere e proprie violazioni della normativa a tutela della fauna selvatica protetta.
Negli ultimi anni il numero di nidi censiti lungo la costa abruzzese ha registrato un progressivo calo, rendendo ancora più urgente l’adozione di misure efficaci di conservazione.
La tutela del Fratino passa dall’impegno di tutti
Gli esperti sottolineano che la salvaguardia del Fratino richiede uno sforzo condiviso tra amministrazioni pubbliche, operatori balneari, forze dell’ordine e cittadini.
Una corretta programmazione delle attività di pulizia delle spiagge, la tempestiva segnalazione della presenza di nidi da parte dei concessionari balneari e controlli costanti sul territorio rappresentano strumenti fondamentali per garantire il successo riproduttivo della specie.
Anche i frequentatori delle spiagge possono contribuire concretamente alla tutela del Fratino, prestando attenzione a non calpestare nidi, uova o pulcini e rispettando le aree delimitate durante la stagione riproduttiva.
Il ritorno della nidificazione a Pescara dopo quasi un decennio rappresenta un segnale incoraggiante per la biodiversità dell’Adriatico e dimostra come la collaborazione tra volontari, istituzioni e cittadini possa produrre risultati concreti nella difesa delle specie più fragili del territorio.