L’ospitalità diffusa sta spingendo il turismo verso l’entroterra abruzzese, dove spesso le strutture ricettive tradizionali scarseggiano. Un’analisi realizzata per Airbnb da The European House – Ambrosetti segnala che, nelle aree meno urbanizzate della regione, gli arrivi sulla piattaforma hanno contribuito a generare 4 milioni di euro di PIL nel 2025 nei comuni con meno di 30.000 abitanti.
Il rapporto evidenzia anche che l’80% delle zone che ospitano siti UNESCO è collocato in piccoli comuni e che in oltre 680 località italiane Airbnb rappresenta l’unica possibilità di soggiorno per i visitatori. In Abruzzo le ricerche sulla piattaforma sono aumentate tra il 2023 e il 2025, con picchi superiori al 300% in alcuni centri.
Tra i borghi con meno di 5.000 abitanti che hanno registrato la maggiore spesa turistica generata dagli ospiti Airbnb nel 2025, guida la classifica Fontecchio, borgo medievale dell’Aquilano riconosciuto tra i Borghi più belli d’Italia, con oltre 21.000 euro. Subito dopo figura Pettorano sul Gizio, ai margini della Riserva Naturale del Monte Genzana, dove le ricerche sulla piattaforma sono cresciute del 326% tra il 2023 e il 2025.
Altre località citate come beneficiarie dell’ospitalità diffusa sono Scerni e Barete, in prossimità del Gran Sasso, oltre a Cupello e Archi nell’entroterra collinare della provincia di Chieti.
A Pettorano sul Gizio la vicenda di una host locale sintetizza l’effetto della diffusione delle offerte online. Serena, che vive nel centro storico accanto al Castello Cantelmo in un borgo che ricade interamente nella riserva naturale, racconta che l’attività di accoglienza è nata nel 2020 durante la sospensione delle attività per la pandemia. Grazie alla visibilità offerta dalla piattaforma, raggiunge oggi viaggiatori che difficilmente avrebbero trovato il paese con i canali tradizionali, tra cui americani di origine italiana ed europei in cerca di borghi autentici.
«Il borgo stesso si trova nella riserva naturale: è un caso unico, perché di solito i centri abitati si trovano fuori dalle aree protette, invece questo borghetto rientra proprio all’interno. Dal balcone posso vedere i caprioli e i cervi, e qualcuno di loro ogni tanto passeggia quasi dentro il paese», racconta Serena.
I dati presentati sottolineano come la presenza di offerte non tradizionali possa alimentare flussi turistici verso aree rurali e borghi storici, con effetti misurabili sull’economia locale. Rimane tuttavia necessario approfondire la metodologia delle stime e la portata effettiva degli impatti su servizi e comunità locali.