Prende avvio da San Lorenzo Maggiore, in provincia di Benevento, una campagna di sensibilizzazione volta a tutelare il sistema scolastico nelle aree interne del Paese. L’iniziativa, intitolata ‘Salviamo le scuole dei piccoli comuni’, mira a trasformare una specifica criticità locale in un dibattito di portata nazionale, coinvolgendo cittadini, famiglie e amministratori di tutto il territorio italiano. Il punto di partenza è la preoccupazione per il rischio di ridimensionamento o chiusura delle istituzioni educative nei centri minori, fenomeno che si estende dal Nord al Sud dell’Italia a causa dell’applicazione di parametri numerici sempre più rigidi.
L’evento si inserisce nel contesto della Festa dello Studente 2026, organizzata da don Leucio Cutillo, parroco della Parrocchia San Lorenzo Martire, e dall’autore televisivo Gabriele Di Marzo, con il sostegno dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Carlo Iannotti. Durante la manifestazione è stata presentata la bozza di un appello indirizzato al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. ssa Maria Di Libero e dell’avv.
Alda Durante, richiede una revisione delle norme attuali sul dimensionamento scolastico e sulla formazione delle classi. L’obiettivo è introdurre criteri di maggiore flessibilità che considerino le condizioni geografiche, sociali e demografiche dei territori, evitando che il diritto allo studio sia compromesso da mere calcolazioni burocratiche. L’appello non è ancora stato inviato ufficialmente al Ministero; il testo sarà reso pubblico per raccogliere le adesioni di insegnanti, dirigenti scolastici, associazioni e parrocchie.
Una volta completata la fase di raccolta firme, la petizione verrà trasmessa al Ministro Valditara. I promotori invitano inoltre il Ministro a visitare la scuola di San Lorenzo Maggiore, un gesto definito dal comunicato come dal forte valore simbolico per testimoniare la vicinanza dello Stato alle realtà delle aree interne. La richiesta sottolinea come la chiusura di un plesso scolastico non rappresenti solo la perdita di un servizio, ma un indebolimento della comunità che accelera lo spopolamento e priva i giovani di un presidio educativo e sociale fondamentale.
Salvare le scuole nei piccoli comuni, secondo gli organizzatori, significa preservare il patrimonio umano e culturale dell’Italia e garantire pari opportunità a tutti i cittadini.