Scanno, WWF Abruzzo contro l’avvicinamento ai cervi: servono educazione e controlli

Il WWF Abruzzo critica i turisti che accerchiano e toccano i cervi a Scanno, sostenendo che le ordinanze non bastano senza educazione ambientale.

Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.

Il WWF Abruzzo esprime una ferma critica nei confronti di alcuni turisti che, negli ultimi giorni, hanno adottato comportamenti sconsiderati nei pressi di Scanno. Gli episodi riguardano l’avvicinamento a esemplari adulti di cervo, con azioni che includono l’accerchiamento, il contatto fisico diretto e il tentativo di somministrare cibo agli animali. In due occasioni specifiche, questi atteggiamenti hanno provocato reazioni da parte di cervi maschi, che hanno caricato degli uomini adulti.

Sebbene non si siano registrate conseguenze gravi per le persone coinvolte, il rischio di esiti tragici sarebbe stato concreto in caso di cariche più violente o di coinvolgimento di bambini. La vicenda evidenzia come una parte significativa dei visitatori delle aree protette non possieda una sufficiente comprensione delle dinamiche comportamentali della fauna selvatica e dei pericoli legati al contatto ravvicinato. Il WWF Abruzzo interviene anche sull’ipotesi, emersa dalla stampa, di trasferire l’animale protagonista degli episodi in un’area più lontana dal centro abitato o in un recinto.

Filomena Ricci, Delegata WWF Italia per l’Abruzzo, e Francesco Cerasoli, Presidente WWF Abruzzo, sottolineano che tali misure non possono diventare la soluzione standard per comportamenti irresponsabili, spesso motivati dal desiderio di ottenere scatti per i social media o dal brivido del contatto diretto. I due rappresentanti dell’associazione ricordano che non è possibile dislocare tutti i cervi presenti nelle aree montane né continuare a far pagare agli animali gli errori delle persone. Viene condivisa la decisione del Sindaco di Scanno di emanare un’ordinanza che vieta in modo netto di avvicinare e disturbare cervi ed altri animali selvatici.

Ricci e Cerasoli osservano che in alcune zone a vocazione turistica la presenza di grandi mammiferi vicino ai centri abitati genera un indotto economico considerevole, spesso omesso da alcune associazioni di categoria che considerano la fauna esclusivamente un problema. È ritenuto fondamentale che gli Enti gestori delle aree protette e le amministrazioni locali implementino tutte le misure comunicative, di controllo e repressive necessarie per scongiurare il ripetersi di simili episodi. Il WWF Abruzzo annuncia di continuare a operare costantemente sul fronte dell’educazione ambientale, con l’obiettivo di favorire la coesistenza tra esseri umani e fauna selvatica, tutelando al contempo l’incolumità pubblica, il benessere degli animali e la conservazione delle loro popolazioni.