Carburanti: l’aumento contagia l’86% della spesa delle famiglie. Sciopero il 5 e 6 gennaio

La Coldiretti, nel sottolineare che il nuovo record a 1,74 euro/litro per la benzina contagia la spesa dal campo alla tavola in un Paese come l’Italia dove l’86 per cento dei trasporti commerciali avviene per strada, afferma: “Con benzina, trasporti e logistica che incidono complessivamente per circa un terzo sui costi della frutta e verdura […]

La Coldiretti, nel sottolineare che il nuovo record a 1,74 euro/litro per la benzina contagia la spesa dal campo alla tavola in un Paese come l’Italia dove l’86 per cento dei trasporti commerciali avviene per strada, afferma: “Con benzina, trasporti e logistica che incidono complessivamente per circa un terzo sui costi della frutta e verdura l’effetto indiretto piu’ evidente del record delle quotazioni dei carburanti e’ un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande in vendita nei supermercati”.
“Solo nelle campagne- sottolinea l’associazione- il caro gasolio ha provocato un aggravio di costi stimabile in 250 milioni di euro su base annua, ma a subire gli effetti del record nei prezzi e’ l’intero sistema agroalimentare dove si stima che un pasto percorra in media quasi 2 mila chilometri prima di giungere sulle tavole. Il maggior aggravio c’e’ quindi per i prodotti importati che devono percorrere lunghe distanze prima di giungere a tavola”.
A causa di questi rincari, “il costo familiare per trasporti, combustibili ed energia elettrica ha superato- conclude la Coldiretti- quello per alimenti e bevande con il prezzo di un litro di benzina ha infatti scavalcato anche quello di un chilo di pasta e di un litro di latte fresco, solo per fare altri esempi”.

La situazione dei prezzi dei carburanti in Italia e’ oramai drammatica, e senza interventi tesi a calmierare i listini ogni automobilista nel 2012 si trovera’ a spendere 202 euro in piu’ solo per i rifornimenti di benzina e gasolio. Lo afferma, in una nota, Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (formato da Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori).
“Certo il caro carburanti e’ dovuto ai 5 aumenti delle accise decisi irresponsabilmente dal governo Berlusconi prima e da quello Monti poi, ma non solo- sottolinea Casper- Le compagnie petrolifere, infatti, continuano ad arrotondare gli incrementi delle imposte, aggiungendoci un ulteriore margine di profitto. Prosegue, inoltre, il solito meccanismo della doppia velocita’ ed infine, al netto delle tasse, i carburanti in Italia continuano ad avere un prezzo superiore a tutto il resto dell’Europa”.
Per questo le associazioni di Casper confermano lo sciopero della benzina del 5 e 6 gennaio, sciopero che Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori sono pronte a revocare “solo se il nuovo ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, decidera’, prima di quelle date, di convocare ad un unico tavolo di confronto l’Unione petrolifera, le associazioni dei gestori degli impianti e le associazioni di consumatori, per stabilire finalmente nuove regole finalizzate ad aumentare la concorrenza nel settore e punire le speculazioni sui prezzi”.