Due giorni di stillicidio ancora nella maggioranza di governo. Già perché mercoledì potrebbe scattare l’ultimatum al Governo con il voto sul provvedimento per abrogare l’Imu. E intanto dal Pdl la voce pressoché unanime è sulla volontà di Silvio Berlusconi guardare avanti e in caso di crisi, bloccare nel partito la cosiddetta ‘campagna acquisti’ che andrebbe anche a mettere in crisi anche l’ipotesi di un ‘Letta bis’ fino a perseguire la strada del voto. Riflettori puntati quindi tutti sul voto di mercoledì. E soprattutto non bisogna dimenticare che riecheggia ancora nell’aria il sentimento emerso nel vertice dei big del Pdl ad Arcore sabato passato quando il Cavaliere si è mostrato convinto della presa in giro – per dirla elegantemente rispetto alla frase originale pronunciata da Denis Verdini – che gli verrebbe propinata da Palazzo Chigi e la risposta è chiara: se il Pd voterà la decadenza di Berlusconi salta il banco. Dall’altra parte della barricata invece c’è un Pd un po’ allo sbando dove l’unico pseudo collante risulta ancora l’antiberlusconismo. E così, l’unico punto sul quale sono tutti d’accordo è il voto favorevole alla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Ma le motivazioni sono diverse e anzi opposte: il correntone di maggioranza, ossia quello che fa capo a Epifani-Bersani vuole buttar fuori il Cavaliere per vincere il congresso, mentre Renzi spera così di ottenere le elezioni anticipate e, con esse, la candidatura a premier. E qui cominciano le difficoltà vere. La prima grande partizione è naturalmente quella fra renziani e antirenziani. Ma anche su questa partita tra due giorni si potrebbe avere una nuova risposta.(aldri)




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