Per la sopravvivenza dell’Umanità, ratificare subito l’accordo di Parigi

Nel quinto anniversario della catastrofe di Fukushima, dopo le giornate della COP 21 del dicembre scorso, alla vigilia del referendum No-TRIV fissato per il 17 aprile, informati del fatto che nell’agenda dei lavori parlamentari il dopo Parigi è assente, i disarmisti ed ecologisti “esigenti” lanciano un appello al governo e al Parlamento italiano per la […]

Nel quinto anniversario della catastrofe di Fukushima, dopo le giornate della COP 21 del dicembre scorso, alla vigilia del referendum No-TRIV fissato per il 17 aprile, informati del fatto che nell’agenda dei lavori parlamentari il dopo Parigi è assente, i disarmisti ed ecologisti “esigenti” lanciano un appello al governo e al Parlamento italiano per la ratifica e l’applicazione dell’accordo di Parigi sul clima in tempo utile per la partecipazione alla cerimonia della firma collettiva degli Stati che si terrà a New York il 22 aprile 2016, Giornata ONU della Terra.

Ratificare secondo noi significa in concreto adottare urgentemente una risoluzione parlamentare che:

– accetti i percorsi e i meccanismi stabiliti dall’accordo che a Parigi il 12 dicembre 2015 è stato adottato con un “documento di decisione” per acclamazione unanime (i rappresentanti di 195 Stati) della comunità internazionale;

– prenda impegni, secondo lo spirito di Parigi, di misure normative e di piani nazionali per il taglio della CO2 e per la conversione energetica ed ecologica;

– dia mandato al governo di agire in tutte le sedi, a partire dall’Europa, per il progresso del diritto internazionale nel senso del riconoscimento del soggetto “Umanità” e del suo diritto a sopravvivere e vivere senza la minaccia dell’inquinamento termico e della guerra termonucleare.

I tre punti sopraelencati sono, di fatto, già contenuti in una mozione che la Camera dei deputati ha approvato il 26 novembre 2015, primo firmatario l’on. Filiberto Zaratti.   Sono state spedite lettere, con richiesta di incontro, alla Presidente della Camera Laura Boldrini e al Presidente del Senato Pietro Grasso.

In tali documenti si sottolinea che “l’assenza dell’Italia dalla cerimonia pubblica a New York di firma collettiva degli Stati del 22 aprile, in conseguenza della mancata ratifica, sarebbe giustamente interpretata, a nostro parere, anche a livello internazionale come un rifiuto di responsabilità“. Questo nel momento in cui il nostro paese si candida ad un seggio (temporaneo) nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

I principali promotori dei “disarmisti esigenti”, che prendono il nome dal testamento del partigiano Stéphane Hessel, pubblicato in Italia dalla EDIESSE con il titolo: ESIGETE! UN DISARMO NUCLEARE TOTALE sono, oltre a numerose altre organizzazioni, personalità e cittadini sostenitori:

  • la Campagna di obiezione di coscienza alle spese militari (www.osmdpn.it)
  • la WILPF Italia
  • l’Associazione Energia Felice
  • Armes nucléaires STOP
  • Accademia Kronos.

Convochiamo un incontro a Roma, aperto alla stampa, tra ecologisti, disarmisti “esigenti”, esponenti sindacali e parlamentari sensibili ai temi dell’ambiente e della pace per venerdì 15 aprile 2016, alla vigilia del voto per il referendum No-TRIV (17 aprile) e ad una settimana dalla giornata della Terra (22 aprile). Faremo un bilancio della nostra campagna per la ratifica (anche antinucleare) dell’accordo di Parigi e ricorderemo e attualizzeremo le indicazioni di pacifica conversione ecologica ed energetica implicate dal voto popolare ai referendum del 2011 contro il rischio nucleare e per l’acqua pubblica.