Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.
A Milano, all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), è stato siglato un accordo tra IEO e AVIS Nazionale per avviare in Italia un progetto di onco‑predizione basato sull’analisi molecolare del sangue dei donatori volontari. L’intesa è stata formalizzata durante la tre giorni promossa da Motore Sanità “Il Futuro dell’Oncologia non aspetta” e porta la collaborazione tra ricerca oncologica e rete di donazione al centro di un nuovo modello di prevenzione personalizzata.
L’accordo, sottoscritto dall’amministratore delegato Mauro Melis (IEO e Centro Cardiologia Monzino), dal direttore scientifico Roberto Orecchia (IEO) e dal presidente nazionale di AVIS Oscar Bianchi, punta a utilizzare biopsie liquide e piattaforme genetiche avanzate su una popolazione di donatori sani controllata. Il progetto sfrutterà una semplice provetta aggiuntiva prelevata durante la donazione di sangue per effettuare approfondite analisi genetiche e molecolari e ottenere profili molecolari dei partecipanti.
La rete AVIS, con oltre un milione e mezzo di associati, offre un ampio patrimonio di campioni e dati. Il protocollo prevede uno studio prospettico con follow‑up dei donatori nel tempo e un’analisi retrospettiva sulle informazioni storiche già raccolte dall’organizzazione. Sistemi di intelligenza artificiale saranno impiegati per esaminare milioni di dati clinici e di laboratorio al fine di individuare eventuali segnali predittivi precoci non solo per malattie oncologiche ma anche cardiovascolari.
Secondo i promotori, l’iniziativa rappresenta un passaggio verso una prevenzione più mirata: l’obiettivo è identificare precocemente predisposizioni biologiche, molecolari e genetiche prima della comparsa della malattia, orientando interventi di prevenzione su base individuale. AVIS Nazionale ha sottolineato il valore pubblico del progetto e la volontà che i risultati siano accessibili e condivisi, valorizzando il contributo collettivo dei donatori.
Il progetto entrerà nella fase operativa con la definizione del protocollo scientifico, il confronto con i comitati etici e il coinvolgimento delle sedi territoriali di AVIS; l’obiettivo dichiarato è avviare concretamente lo studio entro la fine dell’anno.