Dipendenze digitali e sostanze stupefacenti, il CEPID del Gemelli lancia l’allarme sui giovani

Il CEPID del Gemelli allerta sul boom delle dipendenze digitali e delle sostanze tra i giovani: dati allarmanti e necessità di percorsi di cura integrati.

 

Il fenomeno delle dipendenze tra i giovani italiani e a livello globale sta assumendo caratteri sempre più complessi, spaziando dall’abuso di sostanze chimiche alle nuove disfunzioni comportamentali legate alla tecnologia. A lanciare un forte allarme è il professor Gabriele Sani, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Psichiatria Clinica e d’Urgenza e responsabile del CEPID del Policlinico Gemelli di Roma, che evidenzia come il concetto di dipendenza si stia ridefinendo, includendo anche i circuiti cerebrali stimolati dall’uso compulsivo di smartphone, social network e intelligenza artificiale. I dati internazionali indicano che l’abuso di stupefacenti colpisce oltre 330 milioni di persone nel mondo, con un incremento del 5,2% nell’ultimo decennio, mentre cresce parallelamente la percentuale di adolescenti affetti da dipendenze digitali, con gli smartphone che rappresentano la forma più diffusa di dipendenza tra i giovani, seguiti dai social media, da internet e dai videogiochi.

Secondo recenti studi scientifici, quasi la metà degli adolescenti mostra livelli elevati di dipendenza da smartphone e un quarto presenta un uso problematico dei social network, mentre in Italia circa 15mila ragazzi tra gli 11 e i 13 anni presentano comportamenti riconducibili alla dipendenza dai social media e 111mila studenti sono a rischio di internet gaming disorder. Il professor Sani sottolinea che queste dipendenze agiscono sugli stessi network cerebrali delle sostanze stupefacenti, compromettendo lo sviluppo psicologico e relazionale dei ragazzi, e che il rischio maggiore risiede nella natura invisibile di queste problematiche, che spesso si consumano in solitudine all’interno delle mura domestiche, lasciando i genitori ignari del disagio dei propri figli. La situazione è aggravata anche dalla crescente diffusione dell’uso dell’intelligenza artificiale generativa tra i minori in Europa, dove il 72% dei ragazzi tra i 13 e i 17 anni ne fa abitualmente uso, e dal continuo aumento del consumo di alcol e droghe tra la Generazione Z, con dati che mostrano un incremento significativo dell’uso di cannabis e sostanze pesanti nei giovani adulti.

Per affrontare questa emergenza, il CEPID del Policlinico Gemelli invita a strutturare percorsi di prevenzione e cura integrati che uniscano il supporto psichiatrico alla riabilitazione comportamentale e al sostegno familiare, sottolineando l’importanza di un’alleanza terapeutica tra scuole, famiglie e centri specializzati per aiutare i giovani a superare l’isolamento e a ritrovare una prospettiva di vita autentica.