Una violenta grandinata si è abbattuta nel pomeriggio di ieri su un’ampia porzione della provincia di Teramo, causando gravi danni al settore agricolo. L’evento meteorologico ha colpito le campagne proprio nel pieno della stagione produttiva, mettendo a rischio i raccolti di numerosi comuni del territorio. Secondo il primo monitoraggio di Coldiretti Teramo, le aree più colpite si estendono tra Bellante, Notaresco e la Val Tordino, con situazioni critiche che interessano anche Ripattoni, San Nicolò, Campli, Sant’Onofrio, Mosciano Sant’Angelo, Castellalto, Morro d’Oro, Pineto e Roseto degli Abruzzi.
La grandine, accompagnata da forti raffiche di vento e precipitazioni intense, ha provocato perdite pressoché totali in diversi appezzamenti. Tra le colture colpite figurano pomodori, peperoni, fagiolini, zucchine, borlotti, mais, girasoli, sorgo, erba medica da seme, oliveti e vigneti, con frutti e piante pesantemente lesionati. Non sono mancati danni anche a capannoni, impianti fotovoltaici e mezzi agricoli.
Emanuela Ripani, presidente di Coldiretti Teramo, ha sottolineato la gravità della situazione: «Da una prima valutazione emerge un quadro molto preoccupante, con aziende che hanno visto andare distrutto in pochi minuti il lavoro di un’intera stagione». La federazione ha chiesto alla Regione Abruzzo di attivare immediatamente le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità naturale, al fine di mettere a disposizione gli strumenti di sostegno alle imprese agricole. Daniele di Venanzio, direttore provinciale di Coldiretti, ha inoltre evidenziato come l’episodio confermi gli effetti evidenti dei cambiamenti climatici, definendo necessari interventi di prevenzione e gestione del rischio per affrontare fenomeni sempre più estremi e imprevedibili.