Il nuovo rapporto annuale ISPRA sul consumo di suolo fotografa una perdita significativa di territorio in Abruzzo. Nel 2025, a causa di cementificazione e altre attività antropiche, sono andati persi 219 ettari di suolo. Questa superficie corrisponde a circa 300 campi da calcio regolamentari, un dato che evidenzia l’impatto territoriale dell’espansione urbana e infrastrutturale nella regione.

La notizia arriva in concomitanza con la presentazione ufficiale del documento istituzionale, che analizza le dinamiche di consumo del suolo a livello nazionale e regionale. L’organizzazione ambientalista Forum H2O ha corretto un precedente refuso, precisando che il dato corretto è di 219 ettari e non 209, come erroneamente indicato in una comunicazione iniziale. La rettifica sottolinea l’attenzione verso l’accuratezza dei dati forniti al pubblico.

Sulmona e Chieti si confermano ai vertici della classifica regionale per consumo di suolo. Entrambi i comuni hanno registrato una perdita di 16 ettari ciascuno nell’arco di un anno, equivalenti a oltre 20 campi da calcio per municipalità. Nel caso di Sulmona, il rapporto ISPRA evidenzia il contributo negativo del cantiere della Centrale SNAM, il cui impatto territoriale è stato rilevante.

Anche i comuni di dimensioni più ridotte mostrano tassi di consumo significativi. Mosciano S. Angelo si posiziona al terzo posto nella classifica regionale del 2025, con 8 ettari di suolo consumati.

Il suolo è definito una risorsa finita e non rinnovabile, poiché la sua formazione richiede centinaia di anni. La cementificazione comporta la perdita di funzioni vitali, dallo stoccaggio di carbonio al ciclo delle sostanze. L’impatto sul ciclo idrico è particolarmente critico, con la riduzione della permeabilità del terreno.

Queste condizioni aumentano il rischio di frane e inondazioni, aggravando la vulnerabilità idrogeologica del territorio. Augusto De Sanctis, del Forum H2O, ha commentato i dati definendoli raggelanti. Secondo il rappresentante dell’associazione, comuni e regione continuano a distruggere una risorsa fondamentale ignorando i rischi climatici e idrogeologici.

De Sanctis ha criticato l’approvazione di progetti edilizi e infrastrutturali pesanti, descrivendo l’atteggiamento delle amministrazioni come indifferente. È stato citato il caso in cui la Regione Abruzzo si è costituita in giudizio al fianco di un costruttore contro il Comune di San Vito chietino, che si opponeva a un mega-resort. Anche il Comune di Pescara, con il 51% del suolo consumato, è stato menzionato per la sua posizione contraria all’Autorità di Bacino riguardo alla perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico.

Sulla costa abruzzese, da Martinsicuro a Vasto passando per Ortona, si registra un aumento di progetti edilizi. La nuova legge urbanistica è stata definita una foglia di fico, poiché consentirebbe di proseguire nel consumo di suolo. De Sanctis ha accusato la normativa di escludere dal conteggio interventi pesanti come le discariche, attraverso definizioni considerate truffaldine.

Il Forum H2O chiede urgentemente di azzerare le nuove previsioni edificatorie dei Piani regolatori, seguendo le raccomandazioni dei ricercatori ISPRA per un cambio di rotta reale.